INTERVISTA ai KUTSO: “A Sanremo faremo casino, poi succeda quel che succeda!”

kuTso

Sanremo è alle porte e tra le otto Nuove Proposte in gara al Festival della Canzone italiana ascolteremo anche la performance dei kuTso, originale band pop rock romana che debutterà all’Ariston con la canzone Elisa!

E in concomitanza con lo svolgersi della kermesse, arriverà in tutti i negozi di dischi e nei digital store, il secondo album del gruppo capeggiato da Mattia Gabbianelli, dal titolo Musica per persone sensibili: ecco la copertina e le canzoni presenti in tracklist!

kutso musica per persone sensibili

 

1. Bluff
2. Elisa
3. Bevo te
4. Spray nasale – feat. Alex Britti
5. Io rosico – feat. Enriquez
6. Nel buio e nel silenzio – feat. Pier Cortese
7.Call center – feat. Ketty Passa
8.Vengo in pace
9. Se copuliamo
10. L’amore è – feat. Piotta
11. Ma quale rockstar
12. Non servono
13. Why don’t we do it in the road (musica e testo McCartney – Lennon)- feat Viva Lion
14. Triste – feat. Roberto Angelini

Impegnati da oltre un anno in un tour senza sosta, denominato appunto Perpetuo Tour, i kuTso hanno collezionato – solo nel 2014 – più di 120 date in tutta Italia. Tra gli eventi più importanti possiamo annoverare il Concerto del Primo Maggio a Roma; ad esso fanno seguito i concerti di apertura a Caparezza in occasione dell’Hitweek Festival negli USA e al Postepay Rock in Roma 2014: due grandi occasioni che hanno trovato l’appoggio di un pubblico particolarmente partecipe e divertito. Altro evento memorabile è la partecipazione all’ Hard Rock Live Roma in Piazza del Popolo insieme a grandi nomi come Negramaro, The Fratellis, Velvet e Jack Jaselli.

Ed ecco che ora, per i Super 4 – Matteo Gabbianelli (voce), Donatello Giorgi (chitarre, cori), Luca Amendola (basso, cori) e Simone Bravi (batteria) – è arrivato il momento di calcare uno dei palchi più ambiti e prestigiosi al mondo. All Music Italia non poteva perdere l’occasione si raggiungere telefonicamente il leader Matteo per una bella chiacchierata, di cui trovate tempestiva trascrizione a seguire. Si parla proprio di tutto… e di più! Buona lettura.

Ciao Matteo, benvenuto! iniziamo quest’intervista con leggerezza!

Conti ha censurato, per così dire, la pronuncia audace del vostro pseudonimo, kuTso, a beneficio di una soluzione più morigerata ed elegante. Insomma, vi siete subito fatti riconoscere!

Ahahahah! Abbiamo questo nome da tempo e, a un certo punto della nostra carriera, abbiamo incominciato a chiamarci pronunciando la “u” di kuTso col suono di una “a”, ci divertiva molto. Naturalmente Carlo Conti a Sanremo ci annuncerà in modo letterale, e cioè col suono della “u”, anche se tutti sanno la reale pronuncia del nome! Sarà un modo per giocare, ci scherzeremo su!

Certamente… Avete già avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Conti?

Sì sì, è una persona molto disponibile e ci ha sorpreso scegliendoci, non ci saremmo mai immaginati di arrivare all’Ariston quest’anno, dal momento che aveva dichiarato di voler fare un Sanremo tradizionale… E invece sarà il più moderno di tutti, non fosse altro per via della nostra presenza in gara! (ride, ndr) Questo non per autocelebrarsi, intendo dire solo che siamo consapevoli della forza provocatrice di un progetto come il nostro.

Come ci si sente a essere scelti per Sanremo?

Ci siamo arrivati dopo tanti anni che suoniamo insieme e veniamo da un contesto musicale diverso: abbiamo presentato il brano, ma non ci aspettavamo di entrare nel cast, il che ha cambiato totalmente le nostre strategie, visto che l’album era già pronto e sarebbe dovuto uscire ugualmente in questo 2015.

Si è presentata questa possibilità e abbiamo deciso di coglierla, anche solo per non dover dire un bel giorno: “Ah, se avessimo provato..!”. In un primo tempo ci siamo proposti senza pretese, poi dopo l’audizione e fino a conoscere i nomi degli artisti portati in gara è stato un crescendo: sono stati giorni molto emozionanti, ma al contempo stressanti, ricchi di ansietà… Le aspettative sono diventate via via più grandi, non riuscivamo a dormire la notte! E infine, ecco la bella notizia… puoi immaginare la nostra esultanza!

Elisa è il brano con cui vi presentate al Festival. Quando è nato?

Questa canzone è nata qualche anno fa e c’è dentro anche lo zampino del nostro produttore, Alex Britti, che peraltro gareggerà nella categoria dei Campioni. Quando si è presentata l’idea di partecipare, è stato il primo pezzo cui abbiam pensato, per diversi motivi, nondimeno per il fatto che siamo sicuri di poter fare una bella performance dal vivo.

Il testo fa il verso, si potrebbe dire, all’eterno divario che c’è fra uomo e donna: lui è sempre più carnale, materialista, superficiale; di contro la donna è cerebrale, romantica… Si gioca un po’ su questo confronto. Ma è anche un pretesto per prendere in giro, a modo nostro, i cliché della canzone italiana, tant’è che usiamo termini antiestetici come petting, lontani da banali e reiterati aulicismi: portiamo volutamente l’amore a una dimensione più concreta e carnale, meno letteraria e più umana.

Elisa esiste davvero? Assomiglia più ad Arisa o a Emma?

Ahahahah! Dopo ci abbiam fatto caso: avremmo potuto cantare “Ariiisa, se vuooi…” (intona divertito, ndr)

Elisa è un’invenzione letteraria, che tuttavia racchiude una serie di esperienze – vere, presunte o soltanto sognate da noi –  intrecciate in un’unica canzone, quindi in questo senso è autobiografica, come del resto tutti i nostri brani.

Qual è l’avversario, nella vostra categoria, che temete oppure che stimate di più?

Senza ipocrisia, in questo momento non stiamo pensando alla gara in sé, ma vogliamo anzitutto fare una grande performance, così come ci prefiggiamo per ogni nostro concerto. Desideriamo arrivare nelle case di tutti gli italiani, quantomeno quelli sintonizzati!

Che dire, si respira una bellissima atmosfera tra i ragazzi, ciascuno vuole dare il massimo. Volendo fare il nome di un artista che stimiamo, premettendo che per noi sono tutti validi, sicuramente ci piacciono molto la voce e l’eleganza di Serena Brancale. Poi c’è Kaligola che ha detto di temere il confronto con noi perché siamo pazzi, ma io ho idea che si riferisse alla sua incolumità e non alla gara! (ride, ndr)

Il nuovo album si intitola Musica per persone sensibili. Cosa troveremo in tracklist?

Esatto! La nostra musica è piena di contrasti: ci saranno tracce ricche di gioia e voglia di vivere alla maniera di Elisa, a dispetto di altre più amare e cariche di rabbia. Lo ascolterete da voi, sarà un disco vario e per alcune tematiche legato al nostro primo album.

Quanto ci avete messo a farlo?

Dunque, il disco in realtà è pronto da alcuni mesi, ce ne son voluti grossomodo tre di produzione vera e propria per realizzarlo, ma dal momento che siam sempre in tournée, trovare il tempo per registrarlo è stato complicato. Diciamo pure che per noi questi primi due album sono come delle compilation, perché vi confluiscono le cose migliori che abbiam fatto ad oggi: così anche pezzi più vecchiotti del nostro repertorio si affiancano ad altri recenti.

Ci sono tante collaborazioni importanti: Piotta, Roberto Angelini, Pier Cortese, lo stesso produttore Alex Britti…

E sì, perché avendo suonato per tutti questi anni in giro per l’Italia, abbiamo conosciuto tanti colleghi. Con molti di questi abbiamo stretto amicizia, ci confrontiamo spesso e ci faceva piacere averli nel nostro nuovo album, qualora lo avessero voluto naturalmente.

Come avete conosciuto Alex Britti?

È una storia molto lunga, anche curiosa e interessante secondo me, perché personalmente conosco Alex da quando avevo 5 anni: la mia famiglia e la sua si conoscono da quel tempo, io e mia madre lo abbiamo sempre seguito nei locali di Roma, quando ancora non era una grande popstar. Mi ha anche dato la prima lezione di batteria, me la fece comprare lui!

Dopodiché nel 2006, molto tempo dopo e agli albori dei kuTso, abbiamo cominciato a lavorare con lui su dei brani, parallelamente alla nostra attività live: abbiam portato avanti la cosa fino al 2009, senza però arrivare a una pubblicazione. Col senno di poi, possiam dire di aver messo all’epoca le basi per quest’ imminente secondo album; in più, quel periodo di sperimentazione ci è servito per crescere, per smussare i difetti e per imparare a confezionare un brano. Il materiale che avevamo è confluito in parte anche nel primo disco, ma diciamo questo: pur non essendoci mai allontati realmente, noi e Britti abbiam percorso le nostre strade – differenti, com’è giusto che sia –, così è successo che esse si siano incrociate nuovamente in modo proficuo e con una maturità diversa da parte nostra. Abbiamo ripreso i vecchi pezzi prodotti insieme, ne siamo molto felici.

I gruppi son sempre poco presenti a Sanremo, anche perché è una gara che premia quasi sempre i solisti. Ma quest’anno i kuTso sfateranno questo mito, è vero?

Certo che sì, che domande! Ahahahah Noi vogliamo andare lì e fare il casino di sempre, poi succeda quel che succeda!

Alcuni malignano sulla vostra presenza in gara, dal momento che il vostro produttore Britti, come dicevamo, sarà tra i Big.

Bah, questi sono i rumors di chi non conosce bene le dinamiche di Sanremo: in realtà fino all’ultimo momento, e cioè finché i nomi non vengono detti, nessuno sa niente, perciò può succedere di tutto. Anzi, adesso che ci siam passati personalmente, ve lo garantiamo noi!

Parliamo di voi quattro: da quanto vi conoscete? Chi ha avuto l’idea della band e si è messo alla ricerca degli altri?

Il progetto ha i suoi primi vagiti nel 2000, ma se ci riferiamo alla band che ha iniziato a suonare in giro con una certa continuità dobbiamo arrivare al 2006. È partito tutto da me (si ricorda che a parlare è il leader Matteo Gabbianelli, ndr), i musicisti son cambiati tante volte, come per “selezione naturale”… in line-up all’inizio c’era mio fratello, per dire. I kuTso ora sono Donatello Giorgi alla chitarra, Luca Amendola al basso, Simone Bravi alla batteria e io, Matteo Gabbianelli alla voce.

Dopo aver visto la clip di Elisa chiedo: il crossdressing è una passione che praticate anche nel tempo libero?

Ahahahah! Se tu vedi i nostri video seguono un po’ tutti questa falsariga dissacrante, decontestualizzando le cose con l’espediente del nonsense e quindi, dando immagini che non c’entrano niente rispetto ai contenuti dei nostri testi.

C’è stato un periodo in cui, sul palco, ci mascheravamo tutti: abbiamo incominciato nudi con dei pannoloni per incontinenti! Poi abbiamo abbandonato quella pratica perché non volevamo che la gente ci abbinasse al trasformismo, senza ascoltare ciò che musicalmente avevamo da dire. Tuttavia è rimasto un irriducibile, il nostro chitarrista, che continua imperterrito a travestirsi in maniera assurda, visto che diversamente non si sente a suo agio!

Dal primo album Decadendo (su un materasso sporco) al secondo in dirittura d’arrivo è avvenuto un passaggio? C’è stata un’evoluzione?

Mi sono accorto che ci sono molti personaggi femminili: ciò non vuol dire che ascolterete dei brani d’amore, ma che ci si rivolge spesso a delle donne. Riguardo all’aspetto sonoro, sicuramente il secondo disco è più potente, più aggressivo tra chitarre e batterie enormi. Circa le tematiche invece, riproponiamo quello che è il nostro mondo – già emerso col primo lavoro – che oscilla tra elucubrazioni, ragionamenti e invettive.

Uno dei pezzi più forti di Decadendo è Lo sanno tutti, con la gang di comici romani The Pills sul set del videoclip ufficiale.

Sì, tant’è che lo abbiamo scelto come primo singolo estratto.

Quel disco è stato prodotto da noi, ma edito da Cosecomuni (etichetta dei Velvet), Metatron e 22R, ossia la nostra piccola etichetta indipendente. La collaborazione è nata con una dinamica professionale, semplicemente è stato il regista del video ad avere l’idea. È stato molto divertente fare le riprese insieme, i The Pills han scritto le battute ad hoc per la clip. Lo sanno tutti ci ha portato fortuna, anche lì dissacriamo alcuni cliché del pensiero comune, secondo cui se vuoi svoltare nella tua vita devi andare a Milano, perché lì trovi l’opportunità che non puoi avere altrove.

…Che poi a dirla tutta, la canzone non parla nemmeno di questo, però siccome la canto in finto accento milanese (o comunque nordico), abbiamo pensato di tirare fuori quest’idea.

Siete in Perpetuo Tour da oltre un anno, con una serie di date che vi vedono coinvolti senza sosta. Qual è la cosa più buffa che vi è stata detta dai fan? Qualche aneddoto?

Mmm… ci sarebbero tanti aneddoti, ma non mi pare il caso, non sono divulgabili! (ride, ndr) Meglio lasciarli tra le chiacchiere private.

In realtà ti direi che i nostri concerti hanno tutti una storia a sé, sono proprio come tanti aneddoti, perché ogni volta accadono cose buffissime: ci piace giocare col pubblico, avere un continuo scambio durante il live. Improvvisiamo tantissimo, coinvolgiamo le persone: ad esempio facciamo loro muovere le mani in alto come fossero spighe di grano. E questa come altre idee che vengono bene, ce le portiamo dietro negli spettacoli successivi.

Non mi viene in mente niente di più assurdo di ciò che normalmente accade ai nostri concerti!

Una canzone che avrebbero voluto scrivere i kuTso?

Buddy Holly dei Weezer!

Altrimenti, un’altra canzone, italianissima, che ci piace molto è Si può di Giorgio Gaber.

Cosa vi augurate di lasciare al pubblico di Sanremo con la vostra partecipazione al Festival?

Ci piace pensare che, ascoltando i kuTso, la gente si accorga che c’è anche altro oltre alla canzone tradizionale e che la musica che diverte ha egual valore di quella impegnata: la leggerezza non è sinonimo di demenzialità.

E su questo siamo più che d’accordo! Chiudiamo l’intervista col nostro consueto giochino rompi-disco.

Matteo, i kuTso a chi rompono il disco…

Ministri o Marlene Kuntz?

Bella lotta: lo rompiamo ai Marlene, perché i Ministri sono una novità come noi… ci diam manforte a vicenda!

Elio e le Storie Tese o Teatro degli Orrori?

Dura anche questa. Diciamo Elio e le Storie Tese: i testi di Capovilla sono davvero molto belli.

Negrita o Subsonica?

Negrita, i Subsonica ci piacciono di più, poi abbiam conosciuto Samuel che è una gran persona!

Verdena o Luci della centrale elettrica?

Luci della centrale elettrica, perché i Verdena fan più casino!

Fred Buscaglione o Paolo Conte?

Paolo Conte, perché Buscaglione ci diverte di più.

Cesare Cremonini o Luca Carboni?

Cremonini, perché Ci vuole un fisico bestiale ci piace troppo.

J Ax o Fedez?

Fedez!

Jovanotti o Vinicio Capossela?

In questo caso assolutamente a Vinicio Capossela.

Perfetto. Non ci resta che dire: alla prossima e in bocca al lupo per la gara, ragazzi!!!

 

All Music Italia ringrazia Clarissa D’Avena e Red & Blu per quest’intervista

  Salentino, studio Lettere (curriculum classico) all’Università e la Lingua dei Segni italiana presso l’ENS di Lecce. Già blogger occasionale per “un Filo-Blues” (all’interno di 20centesimi.it) e membro dell’Osservatorio Musicale Salentino, nato a seguito di un corso di critica musicale dell’Università del Salento. La mia vocazione è il canto, in più suono il pianoforte e mi piacciono molto la black music, il cantautorato – amore profondo per quello un po’ stagionato! – e gli strumenti dalle sonorità naturali, come l’armonium.
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